Tocca più palloni di tutti e gioca in verticale: Rodriguez è più di un difensore per il Torino di Juric
Un anno fa, Ivan Juric raccoglieva Ricardo Rodriguez in uno dei momenti più bui della sua carriera, gli dava fiducia quando molti – nel mondo del Torino – lo davano per sicuro partente e lo poneva tra le colonne della sua nuova squadra. Già tra le ventinove partite da titolare nella scorsa stagione (trentasei ne ha giocate in totale) trovarne una in cui lo svizzero non abbia strappato almeno la sufficienza è una piccola impresa. Ma nei primi centottanta minuti del nuovo campionato, tra Monza e Lazio, Rodriguez ha fatto altri passi in avanti. Sarà la responsabilità della fascia da capitano, pervenutagli sul braccio dopo l’ammutinamento di Lukic, sarà l’esperienza accumulata in quattordici mesi di lavoro con Juric, fatto sta che il 13 non è più solo affidabile, ma cruciale sia per il modello tattico di questo Toro sia per lo spirito di umile aggressività che si è creato nella squadra granata.
I numeri dello svizzero in Torino-Lazio
Rodriguez è uno dei calciatori più coinvolti nel possesso. Dal suo mancino passano palloni su palloni, ancor di più in partite come quella contro la Lazio, nella quale il Toro ha preferito ricorrere più all’impostazione dal basso che al lancio lungo, soprattutto nel primo tempo. I numeri? Contro i biancocelesti l’ex Milan ha giocato 94 palloni e completato 71 passaggi – più di tutti i suoi compagni -, con una precisione del 90%.
Spesso i suoi passaggi sono fondamentali per tagliare verticalmente la linea di pressione avversaria e raggiungere con un solo tocco i trequartisti o la punta. Poi c’è il resto, che è la fase difensiva fatta come piace a Juric: un metro avanti e meglio che un metro dietro e l’uomo, se si può, meglio anticiparlo. Rodriguez, sommando tutto questo, si sta guadagnando la fiducia dei tifosi, oltreché confermando quella del suo allenatore. Per ora, tra l’altro, resterà il capitano. Per meriti, oltre che per anzianità.
