Nessun caso: Vincenzo Millico ha solo bisogno di tempo per entrare nelle rotazioni di Longo e del Torino. E la causa è solo il ritardo di condizione

Solo due cambi, dentro Aina e Lukic: il copione scritto da Moreno Longo si è ripetuto, identico, anche nella sfida contro l’Udinese, dopo la prima col Parma. Il tecnico granata ha utilizzato solo tredici uomini, lasciando Vincenzo Millico in panchina per la seconda partita consecutiva. L’ex Primavera è attualmente, considerando la contemporanea presenza in campo di Zaza e Belotti, l’unico attaccante di riserva a disposizione del Torino, che ancora aspetta (ma non dovrà farlo a lungo) il rientro di Verdi. Eppure il 22 non ha trovato spazio, per ora.

Il piano di Longo: inserirlo, senza rischiare, nelle rotazioni

Perché? Il dubbio è lecito. La risposta è tutta da ricercare nella forma fisica. L’ala classe 2000 è rientrato con gradualità in gruppo, cercando una condizione che ancora non è ai livelli dei giorni migliori. E’ stato tra gli ultimi a rientrare al Filadelfia, ha avuto qualche problema fisico – si è allenato più volte a parte – e già prima della sosta forzata si era fermato ripetutamente per una fastidiosa lombalgia.

Insomma, la sua stagione non è stata fortunata, dal punto di vista della condizione (ma non solo: qualcuno, qualche giorno fa, gli ha anche forzato la macchina). Almeno finora. Perché il piano di Longo e dello staff granata prevede, passo dopo passo, di aggiungere il nome di Millico nelle rotazioni, senza rischiare. Ci vorrà solo un po’ più del previsto.

Nulla è perduto, comunque: con il procedere delle giornate, i titolari delle ultime due giornate avranno sempre maggiore necessità di rifiatare. E ci sarà spazio anche per lui.

Vincenzo Millico
Vincenzo Millico, Torino-Genoa, Coppa Italia 2019 2020
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ultimo aggiornamento: 25-06-2020