Torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: ecco il commento sul momento del Torino di Juric, in piena crisi

Dopo aver subito dei torti – anche piuttosto clamorosi – nelle precedenti giornate, stavolta la svista arbitrale è stata a favore eppure il risultato finale per i granata è stato il medesimo. Non è scaramanticamente servito nemmeno giocare nello stadio dove era maturata l’ultima vittoria, l’ormai lontano 15 gennaio. Nessun cambiamento di marcia, nessuna invenzione, nemmeno dalla panchina. Una manovra sterile, blanda, involuta che ha fruttato un inutile 75% di possesso palla cui non è corrisposto il numero dei tiri in porta, appena uno in più dei rossoblù che occupano la penultima posizione in classifica, non segnavano da quattro giornate e quasi 350’ e hanno giocato per tre quarti di gara con un uomo in meno. Nella partita di venerdì sera, come in generale a partire dalla sosta di fine gennaio, si è andati avanti per inerzia, senza nessuna scossa né in campo né tantomeno nei dintorni, una ripetizione noiosa e sconfortante ma sempre meno convincente dei soliti tentativi che nella stragrande maggioranza dei casi non possono che produrre gli stessi risultati. In sette partite appena tre punti, figli di altrettanti pareggi e quattro sconfitte e delle prestazioni che paradossalmente (ma nemmeno tanto) sono state rampanti solo nel derby e contro l’Inter. Differenza di stimoli, si dirà. Forse.

Ma non è sufficiente a spiegare una tale flessione dopo aver girato tra la terza e la quarta pausa a 18 punti in 10 partite (media di 1,8 punti contro 0,43 delle ultime 7 giornate) e soprattutto ciò rischia di vanificare quanto fatto nella prima parte del campionato da Juric, anche perché per parlare di progetto e di crescita di solito si progredisce costantemente. E poi non c’è da stare tranquillissimi, se non si registrerà una nuova netta inversione di rotta dopo questa sosta, i punti sin qui ottenuti non basteranno ad evitare un’altra salvezza tribolata. E per questo motivo Salerno sarà già crocevia.

Il borsino sul Toro di Juric

STABILI:

LUKIC    è stato uno dei più in palla, ha fatto salire la squadra ed ha disegnato con un filtrante un ottimo suggerimento in area per Belotti. Ma non ha avuto la necessaria collaborazione.

RODRIGUEZ    non dimostra incertezze e non spreca palloni. Prova anche a salire e ad imbeccare Singo con un buon cross. Niente di strepitoso ma quantomeno non demerita.

BREMER    non deve sudare le proverbiali sette camicie anche se in avvio Destro lo mette un po’ in difficoltà. Poi solo tanta ordinaria amministrazione.

BELOTTI    aveva riabituato tutti bene al rientro dopo l’infortunio tornando a segnare regolarmente. A Genova, così come contro Bologna e Inter, non trova la via del gol e non è lucido (né servito) come dovrebbe essere e Maksimovic lo controlla bene.

IZZO    si ritrova titolare dopo lo spezzone disputato contro l’Inter ma i risultati non sono proprio identici. Sfortunato sul gol di Portanova, malizioso sull’espulsione provocata a Ostigard. In generale così e così ma comunque ritrova un po’ di fiducia.

SINGO    non riesce a sfondare nonostante la superiorità numerica e dalla sua parte stavolta si giochi di più. Qualche buona iniziativa ma ancora non basta. E sottoporta arriva scoordinato su un buon pallone sul secondo palo.

CHI SCENDE:

ANSALDI     irriconoscibile rispetto al girone di andata: nessuna giocata interessante, nessun traversone andato a buon fine, perde duelli e si innervosisce rimediando pure un’ammonizione nel finale.

MANDRAGORA     prestazione opaca in mezzo al campo, sia nel palleggio che nel contrasto. Anche sui calci da fermo non brilla particolarmente. Viene sostituito ad inizio ripresa.

POBEGA    inizia da trequartista, finisce da mediano dopo l’ingresso di Brekalo. Le cose migliori le fa vedere nella prima parte anche se spesso s’intestardisce con poco costrutto. Resiste fino al 90’ ma alla fine prende il giallo che determina la squalifica.

BREKALO     nemmeno lui, da subentrato, riesce a dare la giusta vivacità e cambiare l’inerzia della gara. Ben bloccato, dimostra appena un po’ di volontà ma gli riesce solo un’imbucata per Singo. Troppo poco.

BERISHA    paga cara quell’uscita incerta sul cross di Frendrup che Portanova trasforma nel gol patita dopo che lui non aggancia il pallone. Per il resto poco o nulla, impegnato, si fa per dire, solo da un tiro di Yeboah.

VOJVODA     brutto passo indietro: perde colpevolmente il pallone che Frendrup capitalizza col cross – vittoria e da pochi passi centra di testa la traversa perdendo l’occasione per un pronto riscatto. Nel complesso molto rinunciatario.

PJACA    ai margini per tutta la partita, non riesce ad incidere, a saltare l’uomo, a creare occasioni da rete, a convincere Juric che può contare su di lui.

Josip Brekalo of Torino FC looks dejected during the Serie A football match between Torino FC and FC Internazionale.
TAG:
home

ultimo aggiornamento: 25-03-2022


2 Commenti
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
mavafancairo
3 anni fa

per parlare di progetto e di crescita di solito si progredisce costantemente

ovvero qualcosa che la società del bauscia non fa da circa 17 anni

poggiardo granata69
poggiardo granata69
3 anni fa

Qualcuno forse si era illuso x quanto fatto nella prima parte di campionato.ripeto, ho sempre pensato e detto che sarebbe stata un stagione dove gettare le basi.a me il Toro di Juric piace e credo che serva pazienza x vedere i risultati.

Il borsino granata / Uno spartito ormai noto

Il borsino granata / Ora una nuova corsa