Ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Inter, sfida caratterizzata dal grave errore di Massa e Guida
Gira e rigira al Torino capitano sempre le stesse cose che non possono far altro che prolungare statistiche già assodate: quella della mancanza di rigori (che non vengono concessi nemmeno quando sono solari come quello di Ranocchia su Belotti) da inizio campionato (e i granata hanno già giocato 28 gare) che ne fa un unicum nei top cinque campionati europei e quella dei punti dilapidati negli ultimi minuti (ben 12 nell’ultimo quarto d’ora) su tutte. Poi ci sono le statistiche relative al fatto che non si riesce a battere una “grande” nemmeno quando la si affronta col piglio giusto e manifestando un marcato predominio territoriale, così come successo anche nell’ultimo derby o la mancanza di cinismo e di killer instict. Tutti elementi ai quali ormai ci si è abituati ma a preoccupare di più è il ruolino di marcia delle ultime sette giornate nelle quali i granata non sono mai riusciti a conquistare la vittoria e la relativa sfiducia aggravata da episodi come quello di domenica sera proprio nel periodo in cui i nuovi innesti avrebbero dovuto dare quella freschezza e quella linfa per poter ambire a traguardi più ambiziosi. Tra le note liete della serata, invece, spiccano i soliti vecchi leoni, dal sontuoso Bremer al capitano dal cuore grande Belotti, dal redivivo Izzo al veterano Berisha. Buona anche la prova di Buongiorno che ha tenuto bene in difesa e si è spinto anche in avanti offrendo una superiorità numerica importante sulla fascia sinistra laddove ormai è risaputo che la squadra di Juric sviluppa le azioni più pericolose. Ora, prima della sosta nella quale la Nazionale si giocherà il Mondiale in Qatar, c’è il Genoa di mister X Blessin ad attendere Belotti e compagni: inutile dire che l’ennesimo pareggio non servirebbe a nessuno.
Torino-Inter, chi sale
BERISHA non è un novellino, ha esperienza da vendere in serie A (141 presenze) e l’ha dimostrata tutta contro Lautaro Martinez e compagni che ha respinto più volte e in più modi fino al 93’. Reattivo.
BELOTTI generoso ed esemplare come al solito. Prova subito a far male ad Handanovic con un paio di conclusioni insidiose ed è sempre lì a provare anche alcune finezze col tacco. Si guadagna falli ed anche il rigore che gli viene scippato…
BREMER prestazione da incorniciare ed impreziosita dalla deviazione sottomisura che frutta il gol (suo undicesimo in totale nel Torino). Ottime giocate e scelte di tempo sugli attaccanti nerazzurri.
BUONGIORNO titolare un po’ a sorpresa dopo un mese e mezzo, sbroglia alcune situazioni in difesa e sale spesso creando superiorità nella zona sinistra del fronte granata. Esce nel finale e il Torino prende gol proprio nella sua zona.
IZZO l’infortunio di Zima e soprattutto quello di Djidji a partita in corso lo rilanciano in un secondo tempo giocato con la giusta attenzione e cattiveria come ai bei tempi. E va vicino anche al gol di testa (molto bravo Handanovic a negarglielo).
Torino-Inter, stabili
POBEGA ormai, in assenza di Praet, Juric gli dà fiducia anche nel ruolo di trequartista, collante tra centrocampo e attacco. Come consuetudine si butta su tutti i palloni ed è suo il tocco che smarca Bremer sul gol.
MANDRAGORA sbaglia qualche tocco ma corre tanto e va da una parte all’altra per duellare ed arrivare per primo sul pallone. Va anche vicino al gol con un sinistro che sfiora il palo.
VOJVODA soprattutto nel primo tempo appoggia spesso e volentieri la manovra in tandem con Brekalo (ma anche con Mandragora e Buongiorno), esegue dei tocchi intelligenti al limite dell’area e mette qualche pallone al centro. Cala nella ripresa.
BREKALO tocca diversi palloni, ha purequalche buona intuizione ma stavolta gli manca la freddezza e la fortuna necessarie in area al momento decisivo. Comunque è stato nel vivo del gioco difendendo anche quando necessario.
LUKIC prova subito a innescare Belotti e la conclusione personale (rimpallata), poi si fa apprezzare soprattutto nel contenimento, chiude (talvolta anche da ultimo uomo), intercetta e controlla gli inserimenti avversari.
SINGO ancora una prestazione sottotono in fase propositiva per l’ex turbo granata che ora è costretto a mordere il freno anche per condizioni fisiche non ottimali (ed esce anzitempo). Tuttavia se la cava con Perisic e Gosens.
RODRIGUEZ gioca nell’ultimo quarto d’ora quando la pressione interista si fa più importante e la difesa granata capitola proprio dalla sua parte ma non gli si può imputare la responsabilità sul gol.
DJIDJI nel primo tempo è spesso su Dzeko ed autore di buoni raddoppi, vince quasi tutti i duelli ma ad inizio ripresa è fermato da un infortunio e deve uscire. Da valutare il recupero.
Torino-Inter, chi scende
SANABRIA entra nel finale giusto in tempo per perdere il pallone (che andava gestito in tutt’altro modo) che innesca l’azione del pari interista. Sciagurato.

Forza mister Juric,finalmente dopo anni si vede la mano di un allenatore