Dopo 10 anni, Armando Izzo – ex giocatore del Torino – è stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa
È stata una giornata importantissima, quella di giovedì 27 marzo, per Armando Izzo. L’ex calciatore del Torino, ora al Monza, è stato infatti assolto con formula piena dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e dal reato di frode sportiva aggravata (legato alla possibile alterazione di Modena-Avellino, giocata nel maggio del 2014). Il difensore è stato assolto perché a detta della Corte d’Appello il fatto non sussiste.
Le parole di Izzo
Una notizia ovviamente accolta con gioia dall’ex granata, che sul proprio profilo Instagram ha dichiarato in merito: “La diffidenza e la sofferenza le ho conosciute da bambino e ho sempre provato a vincerle, nel momento in cui ho messo la testa fuori con le mie forze e il mio talento è arrivata una valanga di fango che non mi sarei mai aspettato. Undici anni in campo con questo peso, con questa zavorra e un’ulteriore sofferenza immeritata. Mi hanno insultato, deriso, diffamato e urlato di tutto, le peggiori definizioni e accuse. Ho dovuto dimostrare 2 volte di meritare la Serie A e la Nazionale, ho sempre rialzato la testa e avuto dignità per me, le mie bambine e la mia famiglia. Nessuno mi restituirà il tempo, l’energia e le forze che ho dovuto raschiare in fondo alla mia anima. Finalmente la giustizia ha detto la verità! Ho sempre avuto fede e creduto nei valori veri e sani della vita! La Forza che ho tirato fuori non so dove l’ho presa ma ho sempre sentito mio padre che mi proteggeva. Non c’è peggior modo per una persona perbene di essere accusato ingiustamente, oggi posso dire di aver vinto 2 volte!”.

Bella la giustizia in Italia. Undici anni alla gogna con un’accusa infamante, titoli cubitali sui giornali quando il pubblico ministero di turno formula l’accusa, avvoltoi del web mononeuronici che ti infangano senza sapere nulla di nulla. E alla fine, quando sei assolto, un trafiletto in quindicesima pagina dei giornali, nessun… Leggi il resto »
Che dire corrado, tutto profondamente e umanamente giusti e condivisibile. Condivido anche l’amarezza descritta
Un pentito come te conosce bene tutte le procedure.
Ennesimo commento del piffero: ma la pagano a riga che scrive?
lei è tordo, nulla da aggiungere su un commento come il suo, soprattutto sotto un articolo come questo.
Non è cattivo; è solo tordo